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Borgo Egnazia

Tavolo Regionale di Coordinamento No G7

I temi del G7: “Guerre”

Il tema principale che affronteranno i 7 grandi (in realtà 8 con la Commissione Europea) doveva chiamarsi “Pace”, non “Guerre”,  e ciò dimostra le chiare intenzioni dei G7 per sostenere le guerre e il riarmo. Infatti, è stato invitato anche Papa Francesco al vertice, ma non per parlare di guerre o di migrazioni, temi assai attuali e sentiti dal Papa, ma sarà presente solo nella sessione sull’Intelligenza Artificiale (??).

E le ultime dichiarazioni di Jens Stoltenberg (segretario generale della Nato) preparano la Terza Guerra Mondiale:  ci vogliono soldati, la leva obbligatoria, un esercito europeo per combattere le nuove guerre: elicotteri e carri armati si sono rivelati fallimentari nelle ultime guerre in Ucraina e Gaza: servono militari da sacrificare in nome della difesa della democrazia occidentale. Eserciti di uomini. La nuova strategia militare deriva dal Flop dei carri armati M1 Abrams americani e i Leopard tedeschi forniti all’Ucraina, dal costo di diversi milioni di euro e abbattuti da droni russi dal costo di pochi migliaia di euro: si chiamano (dal documento G7 Esteri)  Unmanned Aerial Vehicles (UAV).  Prepariamoci alla Terza Guerra Mondiale.

Basta proprio sfogliare i documenti ufficiali fin qui rilasciati dai G7 interministeriali che trovate sul sito ufficiale g7italy.it: al G7 Esteri di Capri si è parlato della situazione in Medio Oriente, con l’Iran come problema principale, poi Hamas, Mar Rosso, Yemen e Siria. E piena solidarietà a Israele: tra le righe si raccomanda ad Israele di rispettare il diritto internazionale nella guerra contro Gaza, di non esagerare, sottolineando più volte il suo pieno diritto a difendersi dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre. Poi si dichiara il pieno supporto all’Ucraina contro l’aggressione russa, di “Global Governance” del mondo, di China e di Taiwan, e di tutti gli scenari di possibili nuove guerre, come Libia, Corno d’Africa, Sudan, Congo.

Ma il massimo dell’ipocrisia bellicistica si legge nello “Statement of G7 Non-Proliferation Directors Group”, per il controllo delle armi, il disarmo e la non proliferazione nucleare: come sempre si parte dall’Iran, nemico pubblico numero 1, citato 19 volte nel documento, la Russia citata 37 volte e pensate, Israele e le sue incursioni contro la popolazione civile di Gaza non è mai citata, zero volte, ma ci si preoccupa del pericolo di armi nucleari che potrebbero usare Iran e Russia.

Il capolavoro di ipocrisia e scelleratezza bellicistica si ha nell’ultimo capitolo delle 13 pagine del documento, intitolato “Education and outreach”:  “The G7 stresses the need to implement long-term solutions to ensure that knowledge in the field of non-proliferation, arms control and disarmament does not get lost and that the next generation of experts is well trained and provided with career opportunities.” (p. 13 conclusiva).

Il G7 deve assicurare che la prossima generazione (gli studenti) sono ben addestrati e forniti delle necessarie opportunità di carriera nelle forze armate. La militarizzazione delle scuole è un target, un obiettivo degli stati del G7. Non ci deve meravigliare perciò la crescente presenza dei militari di ogni corpo che fanno lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado. Eppure l’introduzione di educazione civica nelle scuole dovrebbe insegnare la Pace, secondo l’art. 11 della Costituzione, ma la pace oggi viene fraintesa col diritto a difendersi, naturalmente con le armi.

Per il G7 di giugno tra Brindisi e Borgo Egnazia sono previsti 5000 agenti (personale di assistenza), di cui 2500 della polizia, l’altra parte delle altre forze per l’ordine pubblico. Saranno ospitati su una nave da crociera nel porto di Brindisi, con spolette di una cinquantina di pullman che li porteranno giornalmente, a seconda dei turni, a Borgo Egnazia, che dista 70 km da Brindisi. La città di Brindisi sarà blindata per la cena inaugurale del 13 giugno presso il Castello Svevo, in pieno centro della città, e sarà occupata e blindata tutta la zona dell’avamporto e del porto: traffico traghetti per Grecia e Albania e traffico merci. E, inoltre, sarà bloccato ai voli l’unico aeroporto del Salento, che serve gli arrivi turistici per le province di Brindisi, Lecce  e Taranto. Nel frattempo, per l’occasione,  sono stati cambiati il questore di Brindisi e il Prefetto. La portaerei Trieste sorveglierà il mare antistante il porto. Altro che “occasione di sviluppo”, il G7 a metà giugno, alta stagione turistica, sarà una perdita per tutte le attività del territorio, ad eccezione di poche strutture extralusso coinvolte. Anche i giornalisti staranno a Bari con la sede ufficiale della stampa nei padiglioni della Fiera di Bari.

Ricordiamo che il Castello Svevo di Brindisi è sede della Marina col Battaglione San Marco, punto strategico nei casi di conflitto, come lo è la base navale della vicina Taranto e la base aeronautica di Amendola vicino Foggia, dove abbiamo manifestato con la Marcia della Pace il 14 aprile scorso.

Noi Coordinamento NoG7 Puglia saremo in piazza a Brindisi il 13 giugno contro questi 7 Grandi assassini e guerrafondai. “I rappresentanti del G7 a Brindisi non sono ospiti graditi”.